Tuesday, June 02, 2015

"Comunione"


The following excerpt has been translated into Italian for the participants of the Italian Congress of Mediums this coming October. (English version further below).

Comunione
~ August Goforth ~

Nell’Universo, ogni cosa è in movimento. Quando leggi questo in un libro, quel libro è in movimento, che tu lo tenga fra le tue mani o  meno. La sostanza che lo compone, ovvero la più impercettibile particella subatomica che la nostra scienza sia capace di individuare, è sempre osservabile in condizione di costante movimento.
Questo movimento o comportamento che dir si voglia, è ciò a cui io e Tim ci riferiamo allorchè menzioniamo la parola “vibrazione”. Quando la corda di una chitarra viene suonata, essa vibra, di solito con onde visibili. Queste onde sono tanto più impercettibili alla vista tanto più velocemente le corde vengono suonate. I nostri occhi sono capaci di vedere solo all’interno di una certa gamma di vibrazioni, così come le nostre orecchie sono capaci di udire solo entro una gamma limitata di suoni. La sostanza che compone il mio corpo materiale vibra ad una certa frequenza e questo vale anche per la sostanza che compone il corpo di Tim.
Qui non stiamo parlando di “spirito”, che è poi la luce che ci muove. Noi stiamo parlando di ciò che dà vita allo spirito, ovvero delle particelle di qualsiasi materia e pertanto anche dei nostri corpi. Le particelle del corpo di Tim sono più fini, più piccole e si muovono più velocemente delle mie, perciò i miei sensi fisici non possono vedere né sentire le onde elettromagnetiche -se così si possono definire a quel livello- che sono prodotte dal suo corpo. Facciamo un esempio: le pale di un ventilatore possono  essere viste facilmente allorchè esso non è in funzione. Ma non appena lo accendiamo, le sue pale cominciano a scomparire fino a che saranno appena percepibili dal nostro sguardo. E se si muovono alla velocità massima esse non saranno più visibili. In ogni caso i nostri altri sensi (udito e tatto) ci informeranno che qualcosa, anche se non visibile, è comunque esistente.
Anche le “particelle” non sono propriamente reali. Piuttosto, esse sono formazioni di energia che muove le forme. Ma noi continueremo comunque a parlare di “particelle” per facilitarci la concettualizzazione di questa energia.
Come medium, io non sono un condotto passivo attraverso il quale vengono canalizzate informazioni da una persona in spirito. E’ più esatto dire che io
discerno, mi connetto, ed assimilo l’informazione che io stesso attraggo, la quale a sua volta attrae me. Pertanto io sono da considerare come un elemento attivo, conscio e consapevole di questo processo dinamico.
Mi viene anche data l’opportunità di estendermi oltre, in questo processo, e quindi di rispondere e replicare. In tal modo può iniziare a svilupparsi un dialogo, una comunione di menti e spiriti simili. Questo può accadere ovunque ed in qualsiasi momento –sia che siamo in stato di veglia o di sonno, mentre siamo seduti su di una panchina nel parco, o anche mentre stiamo conversando con altre persone incarnate. Ciò significa che mentre tu ed io stiamo chiacchierando al bar, io potrei anche -contemporaneamente- sviluppare una conversazione con una o più persone in spirito. La mia conversazione con te sarà fatta di parole, mentre la mia conversazione con loro sarà fatta di emozioni.
Sembra che Tim sia sovente consapevole dei miei pensieri e delle mie emozioni. Ma non invade mai la mia privacy, anche se a questo punto, ci nascondiamo reciprocamente ben poco. Io mi fido di lui completamente e non ho mai percepito da parte sua alcun giudizio in merito ai miei pensieri più imtimi. Lui riesce a determinare perfettamente quando i miei pensieri devono restare privati e quando, invece, gli è permesso di stabilire il contatto con me. Proprio come quando una persona, sufficientemente sensibile,  è in grado di capire quando l’altro desidera stare da solo, anche se non ce lo si esprime esplicitamente.
Allo stesso modo, io posso udire le parole di Tim, o più precisamente, posso discernere i suoi pensieri, ed anche percepire le sue emozioni. E’ come se la nostra conversazione si sviluppasse su di un piano “pensiero-emozioni” e condividessimo attraverso di esso la nostra conversazione, anche se normalmente non riesco a vederlo, ad eccezione di qualche occasionale momento di chiaroveggenza. Quando conversiamo, si realizza un evento emozionale chiaramente distinguibile, un flusso, come se fossimo immersi in un lago di emozioni che sono esclusivi e familiari alla nostra relazione, esattamente come accade fra amici di vecchia data od amanti. L’intimità di questa comunicazione fra di noi mi ha indotto a riferirmi ad essa con il termine di “comunione”.
La “comunione” è una relazione attiva e paritaria, e non un’attività unilaterale nella quale supplichiamo e mendichiamo qualcosa e poi aspettiamo che qualcun altro ci dia quanto chiediamo. La “comunione” presuppone l’accettazione di un rapporto bilanciato ed equo dove nessuno è “più grande di” o “più piccolo di”.
Tim ed io discerniamo su molti piani, perché le nostre vibrazioni sono molto simili - e quindi noi risuoniamo.  La parola “risuonare” viene dal latino resonare, ovvero suonare di nuovo, o fare eco. Quando una chitarra acustica viene suonata vicino alle corde di un’altra chitarra, il secondo strumento risponderà automaticamente senza essere stato neppure sfiorato, riproducendo quindi il suono e restituendo la vibrazione della prima corda. L’energia che scaturisce da questo fenomeno viene chiamata frequenza.
Quando due frequenze possiedono la stessa similitudine acustica, ed anche la medesima carica elettromagnetica, allora si sovrappongono- o per meglio dire si fondono- e ne risulta un’onda amplificata. Ecco quindi che quando io e Tim risuoniamo in prossimità ne deriva una esperienza amplificata.
I pensieri uniti alle emozioni generano vibrazioni, che sono poi sentimenti, i quali a loro volta manifestano condizioni. Conformemente agli studi scientifici secondo i quali tutto è movimento, e la luce ed il suono sono vibrazioni, possiamo affermare che i nostri pensieri hanno anche una natura vibrazionale. Un pensiero è “il seme della vibrazione”: allorchè esso viene piantato o disperso nell’universo, origina una vibrazione che produrrà a sua volta un vario quantitativo nonchè molteplici combinazioni di risonanze e dissonanze. Da questo punto di partenza, i pensieri si svilupperanno secondo le condizioni del terreno nel quale sono stati piantati. Per “terreno” si intende la mente, e le “condizioni” sono la consapevolezza mentale conscia di se stessi.  I pensieri sono sostenuti, rafforzati, indeboliti o sospesi a seconda dell’apporto o della carenza di nutrimento  determinato dalla consapevolezza attenta e premurosa di essi.

Quando Tim ed io siamo in comunione, I nostri spiriti percepiscono le nostre reciproche vibrazioni, che costituiscono l’evidenza della vita, e dello spirito che è dentro di noi. Percepiamo quindi lo spirito che da vita alle particelle, ed anche la qualità della mente che noi condividiamo durante il processo percettivo. Questo reciproco e simultaneo “co-sentire” è parte del Principio di Rapporto. Il co-sentire non richiede abilità psichiche, nè un sesto senso, dato che i sensi fisici di per sé stessi sono capaci di molto più di quanto solitamente noi gli permettiamo di fare. Ciò significa che potenzialmente chiunque dotato di uno spirito può comunicare con chiunque altro abbia uno spirito, a prescindere da dove ci si trovi, e trans-dimensionalmente. E’ peraltro vero che questa comunione di spirito può attivare e rafforzare i sensi più sottili e spirituali, i quali consegneranno maggiori informazioni ed emozioni all’interno della conversazione e della relazione.


(Estratto da The Risen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, Traduzione di Serenella Massacci)
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Communing
August Goforth

Every thing in the Universe is moving. If you are reading this in a book, the book is moving, whether you are holding it or not. The substance that it’s made of, the finest of subatomic particles that our science is capable of detecting thus far, is seen to be in constant movement.
This movement or behavior is what Tim and I are speaking of when we mention vibration. When a guitar string is plucked it vibrates, usually in visible waves. The faster it goes the less it can be seen. Our eyes are only capable of seeing within a certain range of vibration, just as our ears can only hear within a limited range of sound. The substance that makes up my material body is vibrating at a certain rate and this is also true for the substance of Tim’s body.

We are not talking about spirit here, which is the light that moves us. We are speaking about that which spirit enlivens, meaning the particles of all matter and therefore of our bodies. The particles of Tim’s body are finer, smaller, and move faster than mine and so my physical senses cannot see or hear the electromagnetic waves—if that is what they may be are at his level—that are produced by his body. For example, a window fan that is not moving can be easily seen. But turn it on and quickly the blades begin to blur until barely visible. If they move fast enough they can’t be seen at all. But our other senses of hearing and touch would inform us that something is definitely there.
Even “particles” are not ultimately real—rather, they are formations of energy which moves the forms. But we will continue to speak of “particles” for the sake of being able to conceptualize this energy.

As a spirit-medium I am not just some kind of passive conduit through which information from a person in spirit gets channeled. It’s more accurate to say that I discern, connect with, and assimilate the information I attract and which also attracts me. Therefore I’m an active, consciously aware element of this dynamic process.
I might join further in the process by responding in some way, and so a dialogue may begin to develop, a communing of like minds and spirits. This can happen anytime and in any place—while awake or sleeping, while sitting on a park bench, or even while conversing with other embodied persons. This means that while you and I are having a conversation in the café, I might also be having a conversation with one or more people in spirit at the same time. My conversation with you might be with words, while my conversation with them is often with feelings.

It seems that Tim is often aware of my thoughts and feelings. But he never invades my privacy, although there is very little that we keep from each other at this point. I trust him completely and have never felt him to be judgmental about thoughts I consider particularly private. He has ways of determining when I need my thoughts to stay private and when it’s ok for him to join me. It’s somewhat similar to how one person, if sensitive enough, can tell when another person wants to be alone, even though they don’t say anything.

Similarly, I can hear Tim’s words or more precisely, discern his thoughts, and even feel his feelings. It’s as if we “think-feel” in the sharing of our conversation, although normally I cannot see him except for an occasional clairvoyant glimpse. When we talk together there is a very distinct emotional event happening and flowing, as if we are immersed in a pool of feelings that are uniquely familiar to our relationship—just like close friends or lovers might experience. Because of the intimacy of such communication between us, I often refer to it as “communing.”

Communing is an active, equalizing relationship rather than a one-sided activity, where we would entreat or beg for something and then assume a position to let someone else give it to us. Communing acknowledges a relationship of balance where there is no “greater than” or “less than,” and which assumes a position of equality.

Tim and I discern as much as we do on many sense levels because our vibrations are very similar to one another’s—that is, we resonate. “Resonate” comes from the Latin resonare, to re-sound—to sound again, or to echo. When an acoustic guitar string is plucked near another similar guitar string, the second one will respond all by itself without being touched, reproducing and returning the vibrations of the first string. The energy that arises from this is called frequency.

When two frequencies are close enough in acoustics, as well as in electromagnetism, they become superimposed—or merge—and the result is a wave of amplification. So when Tim and I are resonating closely enough the result is an amplified experience.
Thoughts mingled with emotions manifest vibrations, which are feelings, which then manifest conditions. Keeping in line with the scientific observation that all is movement and that light and sound are vibrations, our thoughts are also vibrational in nature. A thought is the “seed of vibration” which, when planted or dispersed into the universe, sets up a vibration that will produce varying amounts and combinations of resonance and dissonance. From there, thoughts grow according to the condition of the ground onto which they fall. “Ground” means mind, and “condition” means mind’s conscious awareness of itself. Thoughts are sustained, strengthened, weakened, suspended, or dissipated by the amount or lack of nourishment from attentive awareness upon them.

When Tim and I are communing, our spirits sense one another’s particle vibrations, which are the evidence of the life, of spirit within us. We are sensing the spirit that enlivens the particles as well as the quality of mind we share during this sensing. This simultaneous co-sensing is part of the Principle of Rapport. Co-sensing needs no special “sixth sense” or psychic ability, for the physical senses alone are capable of discerning much more than we are used to allowing. This means that potentially anyone with a spirit can commune with anyone else who has a spirit, regardless of where we are, and across all dimensions. It is also true that this spirit communion can activate and strengthen the more subtle spiritual senses, which will bring more information and feelings into the conversation and the relationship.

(Excerpt translated from The Risen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, by Serenella Massacci)

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